Riforme. Una scuola senza la cartina geografica.
Qualche settimana fa, prima che il ministro Gelmini annunciasse audacemente di avere varato una riforma “epocale” della scuola (...) ha cominciato a circolare su Internet un appello lanciato dall'Associazione italiana insegnanti di geografia. I docenti di questa materia che in Italia, per motivi piuttosto oscuri, è sempre stata considerata di poca importanza (e questo in un mondo in cui i viaggi internazionali diventavano esperienza quasi quotidiana e il vicinato si affollava di persone provenienti dai cinque continenti), avevano saputo che nel progetto gelminiano le già scarse ore dedicate alla geografia nelle scuole superiori sarebbero state ulteriormente ridotte, fino ad essere in alcuni casi annullate...
“Fare geografia a scuola – scrivevano nel loro appello gli insegnanti dell'Aiig – vuol dire formare cittadini consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro”. E ancora: “I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo”...
“Siamo molto preoccupati – aveva dichiarato nei giorni scorsi Gino De Vecchis, docente, geografo e presidente dell'Aiig – perché questa materia tocca temi cruciali: dai fenomeni migratori ai cambiamenti geopolitici, ai confini mutevoli, non solo politici, ma anche culturali, sociali, economici, fino allo sviluppo sostenibile e alle diversità culturali”. Che sia proprio questo il motivo per cui il ministro Gelmini non ha inserito la geografia fra quelli che la riforma definisce “saperi irrinunciabili”?
(Maria Teresa Carbone sul Manifesto del 7/2/2010)
* * * * *
Aiuti internazionali per la fotocopiatrice.
Non è facile lavorare in un'università italiana. I finanziamenti diminuiscono ogni anno e la didattica ne risente.
.