gocce

…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.

(Zadie Smith, "L’uomo autografo")

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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Tre anni per Lynndie
Tre anni per Lynndie

Private England si è anche appellata al figlio, al fatto che una detenzione in carcere l'avrebbe allontanata dal suo bambino. E alla fine forse la Corte l'ha ascoltata, condannandola a tre anni di prigione (ma già tra un anno potrà uscire se si comporterà bene). Una sentenza non dura, dopo che lunedì scorso era stata giudicata colpevole. Ha pianto prevemente prima di abbracciare la madre al momento della condanna. Maltrattamenti, cospirazione, atti indecenti le accuse per cui è stata riconosciuta colpevole.

La soldatessa Lynndie England è famosa in tutto il mondo, specie quello arabo, per le foto oscene fatte insieme al suo boyfriend di allora, e padre di suoi figlio, Charles Graner, che ieri - scusandosi per la sua condotta - Linnie ha accusato. Le foto furono diffuse in tutto il mondo nel 2004. "Sono stata usata dal soldato Graner", ha detto la England, che si è anche scusata con i detenuti e con ogni soldato americano che sia stato ucciso o ferito in Iraq durante la guerra. Anche perché il procuratore, nel chiedere la condanna, aveva detto che il sentimento anti americano generato nel mondo arabo da quelle foto avrebbe giustificato una condanna di almeno sei anni di prigione, oltre al licenziamento con disonore dall'Esercito americano. "Non mi viene in mente niente che abbia danneggiato la reputazione dell'esercito degli Stati Uniti più di questo", ha detto l'accusa, rappresentata in Aula dal Capitano Chris Graveline. "Secondo voi questi abusi hanno o non hanno avuto un impatto nella nostra guerra in Iraq? Direi proprio di sì".

L'avvocato della England non ha negato le accuse, ed ha semplicemente chiesto di "rimandarla a casa" con il marchio per quel che la sua assistita ha commesso.

Ma l'accusa ha ricordato che la England si è scusata "per le foto": "che ci dice degli abusi", ha chiesto il Capitano Graveline.

Infine, sulle responsabilità dei superiori, pure evocate spesso nel processo, è stato proprio Graner a smentirle in una udienza del processo alla England: alla domanda se personale della Cia o dei servizi segreti abbia chiesto ai soldati di "ammorbidire" i prigionieri, il soldato Graner ha ammesso che la notte del 7 novembre 2003, quando avvennero gli abusi fotografati, non c'era alcun agente dell'intelligence nel carcere di Abu Grahib.

DM

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