gocce

…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.

(Zadie Smith, "L’uomo autografo")

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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Buon anno nuovo ai lettori. Noi ci fermiamo fino all'inizio del 2006. Poi torniamo. La redazione

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IDEE
Dicesi giusta
Dicesi giusta

Importante polo industriale della Germania, Dresda vantava alcuni primati: vi fu inventato il reggiseno (nel 1889, da Christine Hardt) e fu la prima in Europa ad avviare la produzione industriale delle sigarette (prima a mano e poi a macchina), del filtro per fare il caffè, delle bustine di tè, del dentifricio in tubetto Chlorodont e del profilattico in lattice.

“Bombardamento indiscriminato a zona”: principio formulato il 14 febbraio 1942 dal ministero dell’Aeronautica britannica nella direttiva rivolta al Bomber Command: da questo momento la Raf e la forza di bombardieri pesanti non avrebbe più condotto attacchi di precisione, ma su intere città o zone di città.

Una donna, sopravvissuta al bombardamento con la madre e un figlio, il 15 febbraio scrisse una cartolina alla figlia: “Noi tre tutti vivi. La città non c’è più”.

  (G. Dell’Arti, notizie tratte da F. Taylor, “Dresda, 13 febbraio 1945: tempesta di fuoco su una città tedesca”, sul supplemento Io donna del Corriere della Sera del 2/7/05)

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L’estate scorsa, nella quiete agostana degli indolenti media, la dottrina di guerra preventiva dell’amministrazione Bush ha fatto un considerevole balzo in avanti. Il 5 agosto 2004 la Casa Bianca ha infatti creato il Dipartimento per la coordinazione della Ricostruzione e della Stabilizzazione, mettendovi a capo l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, Carlos Pascual. Il suo compito è quello di delineare elaborati piani “post bellici” per un numero di paesi che arriva a 25 e che non si trovano, almeno per il momento, in situazione di belligeranza…

Con coerenza, dunque, un governo dedito alla demolizione preventiva permanente ha ora un suo dipartimento deputato alla ricostruzione preventiva permanente. Sono finiti i tempi in cui si attendeva che scoppiasse una guerra prima di accingersi a delineare piani ad hoc volti a rimettere insieme i pezzi!

…Il mandato di tale dipartimento, vedete, non è infatti quello di ricostruire qualche vecchio Stato, bensì di creare Stati “democratici e orientati al libero mercato”. Pertanto, ha proseguito Pascal…i suoi ricostruttori di pronto intervento potrebbero dare una mano a liquidare “le imprese di proprietà dello Stato che sono alla base di un’economia non produttiva”…

Pochi ideologi possono resistere al fascino della tabula rasa. Questa era esattamente l’allettante promessa del colonialismo…Il colonialismo tuttavia è morto, o almeno questo è quello che ci è stato detto.

…la ricostruzione si sta rivelando un’industria incredibilmente remunerativa, troppo importante per essere lasciata ai filantropi dell’Onu. Pertanto, oggi, deputata a questo compito è la Banca Mondiale…

In Afghanistan la Banca Mondiale finanzia solo le privatizzazioni dello Stato.

…Non ci sono dubbi: nell’incarico della ricostruzione c’è di che rastrellare profitti.

                     (Naomi Klein su L’Espresso del 5/5/2005)

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