…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
E’ Benjamin Netanyahu, ex premier israeliano e ministro delle finanze, il vincitore delle primarie del partito Likud, nelle quali Netanyahu sfidava Silvan Shalom, che ieri ha ammesso la sconfitta. Ieri sera il nemico del piano Sharon poteva contare su un risultato del 43,1 per cento degli elettori del suo partito, mentre Shalom si è fermato al 37,4. Shalom ha telefonato a Netanyahu per “concedere” la vittoria, visto che – per usare le parole del portavoce dello sconfitto – il “trend era ormai chiaro”.
Il partito che fino a qualche mese fa è stato di Sharon non rappresenta più da qualche tempo il partito di maggioranza nel paese, dopo la decisione storica del premier Sharon di lasciare il partito e fondare il nuovo movimento “Kadima”.
Oltre a Netanyahu e Shalom correvano altri candidati, che non avevano alcuna possibilità di impensierire seriamente i due contendenti: Moshe Feiglin, oltranzista, e Israel Katz, ministro dell’agricoltura. Nella sua campagna pre-voto, Shalom ha detto più volte che i membri del Likud di lungo corso non resterebbero in un partito guidato da Netanyahu, in ragione della sua politica economica ultraliberale al tempo in cui era a capo del dicastero delle Finanze. Quanto al nuovo partito di Sharon, Kadima, secondo i sondaggi otterrebbe tra i 30 e i 40 seggi, più di quelli che andrebbero al partito laburista (una ventina) e allo stesso Likud (appena una dozzina, contro i 38 su 120 del 2003).
NG