…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
Sembra non finire il caos nei territori palestinesi che vanno dalla striscia di Gaza (a sud) fino a Betlemme (a nord). Ieri una quarantina di miliziani armati della Brigata martiri di al-Aqssa, il braccio armato di al-Fatah, ha fatto irruzione nella sede del municipio di Betlemme, nella piazza della Mangiatoia che sovrasta la Basilica della Natività. I militanti, molti dei quali mascherati, hanno occupato l’edificio cacciando gli impiegati e alcuni di loro si sono piazzati sul tetto. Altri hanno bloccato la porta di ingresso impedendo a chiunque di avvicinarsi. In quel momento nella vicina piazza si stava inaugurando il tradizionale mercato di Natale di Betlemme, e sembra proprio che la scelta non sia stata affatto casuale. In sostanza sembra che l'attacco volesse essere una protesta per le mancate assunzioni nelle forze di sicurezza; per ottenere il pagamento dei salari arretrati e per chiedere alle autorità palestinesi garanzie sul fatto che Israele rinunci a perseguire alcuni ricercati. Reparti delle forze di sicurezza dell’Autorità palestinese sono accorsi subito sul posto ma non hanno ingaggiato nessuno scontro con gli assalitori. Più tardi, in seguito a lunghe trattative con i responsabili delle Forze di sicurezza e con il governatore di Betlemme, generale Salah al-Tamri, i miliziani hanno sgomberato l’edificio. Una protesta che, per ovvi motivi, non è stata apprezzata da molti abitanti di Betlemme. A cominciare dal sindaco della città Victor Batarseh, il quale per alcune ore ha preso parte alle trattative concluse con lo sgombero dell’edificio da parte dei miliziani.
“Coloro che vogliono rovinare le imminenti festività mostrano di non aver alcun senso di appartenenza verso la nostra città”, ha commentato il sindaco”. È la prima volta nella storia delle celebrazioni delle festività natalizie che si assiste a una simile azione armata. Dal 2000 le celebrazioni del Natale avvengono in forma molto ridotta a causa dell’intifada. Anche se quest’anno il sindaco di Betlemme voleva organizzare dei festeggiamenti in grandi stile per conferire un immagine di normalità alla città la cui economia langue dall’assedio israeliano del 2002.
Proprio nelle stesse ore in cui si consumava l’assalto al municipio di Betlemme, a Gaza city una folla di duemila persone si è radunata davanti al Parlamento per protestare contro l’insicurezza e il caos provocato dal ripetersi di scorribande di uomini armati in tutti i territori palestinesi. Per gli osservatori la situazione, comunque, è destinata a peggiorare a causa della spaccatura in atto in seno ad al-Fatah, il principale gruppo palestinese che fa capo al presidente Mahmoud Abbas. Alle prossime elezioni del 25 gennaio al-Fatah presenterà due liste distinte. Ma a dare fuoco alle polveri potrebbe essere il tentativo in atto di dissuadere il movimento della resistenza islamica (Hamas) dal presentarsi all’appuntamento elettorale del 25 gennaio come viene suggerito da alcuni ambienti statunitensi ed europei. Gli islamici, dal canto loro, non solo sperano di ottenere una buona affermazione alla consultazione, ma puntano anche a fare parte del prossimo governo.
NG