gocce

…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.

(Zadie Smith, "L’uomo autografo")

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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Lo strappo in rete, dall'autostop al car sharing on line
Lo strappo in rete, dall'autostop al car sharing on line

Ma dove sono finiti i ragazzi dell’autostop? Quelli che negli anni  ‘60, ’70 e ancora fino alla metà degli anni ’80 affollavano i caselli autostradali di mezza Europa, le stazioni di servizio delle autobahn tedesche o i bordi delle freeway americane, alle prese con un rito di passaggio generazionale – il viaggio indipendente, l’avventura. Impercettibilmente dissolti, anno dopo anno…

…Chi ha ucciso, almeno apparentemente, l’autostop? E’ abbastanza ovvio che la disponibilità di mezzi propri come motociclette, la seconda macchina del papà, l’auto propria a 18 anni, per arrivare alle compagnie “low cost”, ha indotto molti giovani a cambiare modalità di viaggio….

…L’altro fattore decisivo nel declino dell’autostop, soprattutto negli Stati Uniti, è stata la paura. Le storie di orrore di autostoppisti violentati, rapiti e/o uccisi, per quanto si trattasse di casi statisticamente quasi insignificanti, sono state ampiamente coperte dai media, così come i rari casi di violenza degli autostoppisti verso i guidatori....

…L’arrivo di Internet sembra dare il colpo definitivo alle pratiche autostoppistiche “pure”, con la creazione di luoghi di incontro dove domanda e offerta di passaggi auto si incontrano…

…L’autostop non è però morto del tutto. Intanto sopravvive, lontano dal glamour occidentale, quale unico modo per spostarsi in buona parte del Terzo mondo. Ma anche in Occidente esistono sacche di sopravvivenza. In Europa dell’Est soprattutto...

…Dagli Stati Uniti e dal Canada arrivano però segnali di una nuova reincarnazione dell’autostop. Un manipolo di vecchi “militanti”…hanno rilanciato gli incontri annuali di autostoppisti, gli “Hitchhiker Gathering”. E’ stato un successo, da cui è nato un progetto di documentario e l’idea, messa in pratica l’anno scorso al meeting di Toronto, di un’azione dimostrativa chiamata “Thumber’s Parade”…

           (Andrea Rocco su Il Manifesto)

* * * * * * * * *

L’autostop non si fa più col pollice ma col mouse. I viaggi on the road sono cambiati dai tempi di Kerouac. Non più beat ma web generation, i ragazzi che decidono oggi di partire per conoscere altri paesi e allargare i propri orizzonti, preferiscono rivolgersi a siti che offrono più sicurezza, puntualità e organizzazione a chi chiede un passaggio. Da autostop.it a viavai.it, da carShare.com., Drive2day.it, waytrend.net, a compartir.org proliferano i siti Internet che invitano a dividere il viaggio in auto con compagni sconosciuti ma sicuri. E’ ancora il modo più economico per viaggiare, ma oggi si pianifica anche quello che un tempo non era programmabile, e così aprono online agenzie di autostop con il ruolo di collegamento tra utenti ma anche un ruolo di garante: nome, cognome e telefono di chi offre e chi cerca un passaggio.

L’abitudine di procurarsi uno strappo su Internet è molto diffusa in tutta Europa…L’idea del car sharing organizzato è semplice, una sorta di bacheca virtuale in cui vengono messi in contatto passeggeri e guidatori con le stesse destinazioni. Ci si registra nel sistema pagando una quota associativa piuttosto contenuta ed è sufficiente inviare via fax la carta di identità. Viene poi richiesto di specificare se si è fumatori o no, per viaggiare con chi ha esigenze simili, e una serie di informazioni, come il numero di eventuali bagagli o se si hanno con sé bambini o animali…Un ottimo modo per viaggiare in compagnia e risparmiare. Non a caso è un grande successo l’autostop online per pendolari…

Il sistema, sia che si tratti di brevi tragitti per pendolari o lunghi percorsi attraverso l’Europa, ha ovviamente le sue regole. Il guidatore è tenuto a non sottrarre i posti dati, a lasciare i passeggeri in luoghi adeguati (metro, stazione o posti concordati), e a evitare di partire in ore in cui non funzionano i mezzi pubblici. I passeggeri sono tenuti alla puntualità, ad avvertire con largo anticipo la rinuncia…

        (E. Cozzella sul Supplemento Affari & Finanza di Repubblica”)

MC

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