…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
L'ultima spiaggia adesso sarà travolta, perché l'isola - luogo di culto di fricchettoni, poi diventata luogo di sogno per giovani adoranti Leonardo di Caprio - è stata duramente colpita dallo Tsunami.
Ma per leggere il libro - dicono gli appassionati - dovete lasciar stare il film: che l'abbiate visto o no, che vi sia piaciuto o no, era comunque la versione hollywoodiana di quello che altro non è se non 'un ottimo debutto di un giovane scrittore di talento', dice una lettrice sul sito Librialice.it.
Dicono che si tratti di una metafora forte non solo della cultura contemporanea e giovanile ma della spinta umana verso l'utopia che si scontra con la realtà della violenza e della sopraffazione che divora impietosa ogni sogno di libertà totale. Al di là dei riferimenti espliciti al cinema, si può sentire l'ispirazione e l'omaggio ai classici della letteratura come Il Signore Delle Mosche, o le opere di Orwell, Huxley e Ray Bradbury. Garland non sarà certo a quei livelli di talento, ma la sincerità e l'umanità della voce del protagonista offre molti spunti di identificazione e riflessione - oltre a una vicenda trascinante e coinvolgente nella sua fresca ma già sapiente esplorazione del classico tema del 'paradiso perduto'. La morale e l'istinto, l'individualità e la vita sociale, la costruzione del consenso e la ribellione - il simbolo della spiaggia è uno specchio in cui vedere riflesse tante contraddizioni della storia e della nostra vita caotica in bilico tra accettazione e rifiuto delle tappe obbligate attraverso cui troviamo la nostra identità.
La storia inizia con l’arrivo di Richard, un giovane inglese, nel variopinto crocevia multirazziale di Khao San Road, a Bangkok, nella classica pensione squallida. E’ qui che il protagonista ha uno strano incontro ravvicinato con il sedicente Mr. Duck che, in breve, si suicida dopo aver lasciato una mappa alla porta di Richard. In genere le mappe portano a tesori nascosti su isole deserte, in questo caso il tesoro in questione è una spiaggia che, ben presto, nell’immaginario del ragazzo inglese e di due giovani fidanzati francesi suoi coetanei si configura come una sorta di paradiso intangibile allo sfruttamento turistico organizzato. E così i tre partono verso l’edenica meta, ci arrivano nonostante l’isola della spiaggia sia interdetta ai turisti quale riserva naturale e, alla fine, quando ci arrivano, la trovano già occupata.
Il giovane protagonista, che ha Apocalipse now scolpito nella memoria, finirà per diventare la spalla dell’unico pseudo-militare della spiaggia, occupato in estenuanti avvistamenti (per nuovi ospiti indesiderati) e in rapide rapine di erba, amatissima dai coloni locali. Tra fumatine e ‘stonature’ da erba, si arriva anche fino al momento dell’immancabile collasso di una società forse troppo ideale, con un finale più teso e stringente.
Il film, quello con Di Caprio, è stato girato a Phi Phi island, paradiso dei viaggiatori alternativi negli anni settanta. Quando Garland era un bambino. Quanto al divo made in Usa, omaggio alla sua scelta di donare cinque milioni di dollari per le popolazioni colpite dallo Tsunami.
RC