…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
Aa.Vv., La guerra per la Palestina, Ed. Il Ponte, 306 pagine, 25 euro
…Gli interventi dei differenti analisti, alcuni israeliani, altri arabi, altri occidentali – Rashid Khalidi, Benny Morris, Laila Parsons, Joshua Landis tra gli altri e di Edward W. Said cui il volume è dedicato – ruotano attorno al seguente proposito: riesaminare il ruolo che tutti gli attori locali hanno giocato nella lotta per la Palestina.
Dopo l’edizione araba del 2002, si è ora presentata l’opportunità di pubblicare questa edizione italiana che scrive pagine di forte interesse sull’evento forse più importante della storia mediorientale del ventesimo secolo. Capire gli aspetti strategici della guerra del ’48 e gli effetti a lungo termine che ha prodotto con lucidità è indispensabile oggi più che mai. Il libro fornisce anche una puntuale cronologia e una sterminata bibliografia oltre alla postfazione di Edward Said sulle conseguenze del 1948.
(Anna Pizzo sul settimanale Carta 13/19 gen.2005)
------------------------
Israele e Palestina tra la guerra e la pace, di Benny Morris, Rizzoli
In questo libro, Morris studia, attraverso singoli episodi accaduti fra il 1948 e il 1949, le responsabilità individuali e nazionali che portarono all'esodo di massa degli arabi, illumina le diverse situazioni locali e presenta i documenti che ci consentono di capire come e perché sorse la questione palestinese. Morris rivede il 1948 con lo sguardo rivolto all'attualità e con la convinzione che, senza una completa separazione, "ci sarà una guerra perpetua finché uno dei due popoli rivali verrà gettato in mare o nel deserto".
(La rivista dei libri, gennaio 2005)
-------------
Due registi, un israeliano e un palestinese.
Route 181. Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele offre uno sguardo inedito sugli abitanti di Palestina-Israele: lo sguardo comune, unitario, di un palestinese e di un israeliano. Per più di un anno due cineasti, il palestinese Michel Khleifi e l’israeliano Eyal Sivan, si sono dedicati alla produzione di quello che loro stessi definiscono un atto di fede cinematografico.
Con questo road movie di più di quattro ore, i due registi percorrono insieme il loro paese. Nell’estate del 2002, per due mesi, Khleifi e Sivan hanno viaggiato fianco a fianco dal sud al nord del loro paese d’origine, tracciando il proprio percorso su una mappa e chiamandolo Route 181. Questa linea virtuale segue il confine stabilito dalla risoluzione 181, votata dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947 allo scopo di dividere la Palestina in due differenti stati. Lungo la strada incontrano donne e uomini, israeliani e palestinesi, giovani e vecchi, civili e soldati, riprendendoli nei momenti della vita di tutti i giorni. Ognuno di questi personaggi ha un modo suo proprio di evocare le frontiere che li separano dai loro vicini: concretezza, cinismo, filo spinato, humour, indifferenza, sospetto, aggressività. Quei confini sono stati costruiti sulle colline e nelle pianure, sulle montagne e nelle valli ma, soprattutto, nella mente e nel cuore di questi due popoli, nell’inconsapevolezza collettiva di entrambe le società.
Con Route 181 Michel Khlefi ed Eyal Sivan ci accompagnano in un vertiginoso viaggio attraverso questi minuscoli territori dalle ramificazioni vastissime. Il film - 4 dvd - è in vendita in libreria.
(Liberazione, 18 dicembre 2004)