…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
Nel giugno del 1941, subito dopo l’invasione delle truppe tedesche, suo marito, ebreo, sparisce per sempre. Poco dopo anche la figlia maggiore, Marie, diciannove anni, viene arrestata e poi uccisa. Helene Holzman continua a vivere. Supera la propria disperazione e decide con tutte le sue forze di salvare non solo la figlia minore, Margarete, ma con lei anche il maggior numero possibile di persone in pericolo, soprattutto i bambini del ghetto di Kaunas. Dà allora il via al proprio impegno quotidiano e determinato per portare in ogni modo soccorso alle migliaia di ebrei imprigionati, stabilendo canali di collegamento con il resto della popolazione al di fuori del ghetto, rischiando ogni giorno la vita, supportata e incoraggiata dalla collaborazione di una rete clandestina di persone convinte di non doversi rassegnare alla prepotenza degli occupanti.
E' la storia raccontata in "Questa bambina deve vivere", edito da Marsilio. L'autrice, Helene Holzman racconta con lucidità la vita di una città in cui massacri e terrore per tre anni sono all'ordine del giorno. La sua posizione di osservatrice è "ideale": di origine tedesca ma cittadina lituana, "mezza ebrea" ma che, pur mantenendo stretti contatti con il ghetto, vive fuori da esso, vittima ma che non rinuncia alla lotta. Da questa prospettiva può cogliere la frastagliata realtà che la circonda in tutte le sue sfaccettature, contrasti e contraddizioni, un punto di vista che le permette di avvicinarsi di molto alla verità.
Helene Holzman (1891-1968), pittrice, libraia, insegnante di storia dell'arte e di tedesco. Subito dopo la guerra scrisse in più di 700 pagine, raccolte in tre quaderni, tutto ciò che le accadde e che dovette subire in uno dei luoghi più bui dell'Olocausto: Kaunas, in Lituania,
Margarete Holzman, figlia minore di Helene, è nata nel 1925 e lavora oggi come traduttrice e interprete a Giessen.
Reinhard Kaiser, è nato nel 1950 e vive a Francoforte dove svolge l’attività di scrittore e traduttore. Ha conosciuto Margarete Holzman svolgendo ricerche per il suo libro Königskinder, eine wahre Liebe, con il quale ha ottenuto il Deutscher Jugendliteraturpreis nel 1997.
SG