…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
“L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”, la mostra organizzata dall’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna – e curata da Riccardo Bonavita, Gianluca Gabrielli e Rossella Ropa che firmano anche il saggio introduttivo del catalogo – è stata inaugurata il 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria e resterà allestita nelle sale della Biblioteca dell’Archiginnasio fino al 26 febbraio (quadriloggiato superiore, piazza Galvani 1; dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 19, il sabato dalle ore 9 alle ore 14, ingresso libero). Prosegue così il percorso iniziato nel 1994, sempre a Bologna, con la mostra itinerante “La menzogna della razza. Documenti e immagini del razzismo e dell’antisemitismo fascisti”. Un La nuova mostra – aggiornata e ampliata, continuando a scandagliare il tema del razzismo e in generale dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista e nella lunga durata delle leggi razziali – ha come principale obiettivo quello della divulgazione storica rivolgendosi così anche, forse soprattutto, a un pubblico non specialistico. Da questo origina la sua impostazione e la sua “forma” particolarmente adatta per farne un supporto didattico. Obiettivo e impostazione sottolineata anche da una guida, una sorta di “istruzioni per l’uso”, rivolta in special modo agli studenti per invitarli ad approfondire i temi trattati con indagini da svolgere, negli istituti che conservano documentazione storica del periodo contemporaneo.
Anche a questo scopo la mostra è stata realizzata in due copie per poter circolare con agio e poca spesa in tutta Italia. Per ulteriori informazioni e per prenotazioni occorre rivolgersi alla Soprintendenza ai beni librari della Regione Emilia-Romagna, e-mail: zorlandi@regione.emilia-romagna.it.
(Su Il Manifesto del 14/2/2005)