…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
Tra le mille iniziative che è inevitabile attendersi dal quarto centenario della prima edizione del capolavoro di Cervantes, la ristampa del libro di Miguel de Unamuno, Vita di don Chisciotte e Sancio…
…Don Chisciotte diventa così il simbolo di una hispanidad concepita come riaffermazione dei valori dell’eroismo disinteressato…La pazzia dell’eroe cervantino diventa un antidoto per guarire dalla peste del buonsenso che insidia la stessa Spagna. La sua solitudine è quella ineludibile di chi cerca di staccarsi dal gregge…
(Antonio Melis su Il Manifesto dell’8/4/2005)
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Questa sufficienza da capufficio, che proclama “Lei non sa chi sono io”, è l’opposto della vera autonomia di giudizio, di quella fierezza che c’è in Don Chisciotte quand’egli, disarcionato, mormora “So io chi sono” e che non si accompagna mai al facile e indifferenziato disprezzo per il prossimo.
La standardizzata altezzosità nei confronti delle masse è un comportamento tipicamente massificato. Chi parla della stupidità generale dovrebbe sapere di non esserne immune…
I grandi umoristi e i grandi comici, da Cervantes a Sterne o a Buster Keaton, fanno ridere della miseria umana perché la scorgono anche e in primo luogo in se stessi, e questo riso implacabile implica un’intelligenza amorosa del comune destino.
(Claudio Magris, “Danubio”)
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Uscì nel gennaio 1605 il capolavoro di Cervantes, “avventura della libertà”: ha ispirato scrittori (da swift a Defoe, da Dickens a Twain, da Borges a Màrquez); rimosso nel limbo della Spagna franchista, è diventato emblema di condottieri ribelli, da Zapata a Guevara; si reincarna oggi in cocciuti e melanconici detectives sudamericani.
Era il 16 gennaio del 1605. Dalla tipografia di Juan de la Costa, a Madrid, uscivano le prime copie di un romanzo…
…La gloria e la fama? Quizàs. Perché la Dea Fortuna gli aveva voltato le spalle tante volte che ormai non s’illudeva più sul futuro, ma nell’immediato, Cervantes si augurava di evitare almeno altri anni di galera per debiti.
Come ha scritto Eduardo Galeano, “nacque in prigione questa immortale avventura della libertà”: nel 1597 Cervantes era stato arrestato per colpa di un banchiere truffaldino, e l’autodidatta scrittore disavventuriero, in una cella a Siviglia, iniziò El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha più per “dar passatempo allo spirito malinconico e abbattuto”, secondo le sue stesse parole, che nutrendo sogni di successo…
Nell’anno di pubblicazione, le disavventure del cavaliere errante in groppa a Ronzinante ottennero ben sei ristampe…simbolo ed essenza vitale di infinite imprese, modello di ribelli votati alla “nobiltà della sconfitta”, quella che da Tupac Amaru a Che Guevara, passando per Pancho Villa ed Emiliano Zapata, ha trasformato tanti utopisti in eroi popolari. E oggi, nelle città grandi e piccole dell’America Latina, Don Chisciotte ha più monumenti di qualsiasi altro “condottiero” realmente esistito, mentre la narrativa, soprattutto dall’indipendenza ai nostri giorni, ha visto un’immane proliferazione di personaggi e trame a lui ispirati…Tra gli esempi innumerevoli, ricordiamo il Victor Silampa creato dal colombiano Santiago Gamboa e protagonista di Perdere è una questione di metodo, e il Belascoaràn del messicano Paco Taibo II che ha all’attivo una lunga serie di avventure pubblicate e una appena scritta a quattro mani con il Subcomandante Marcos, altro estimatore del Don Chisciotte, a cui ha dedicato il personaggio di tanti suoi racconti, lo “scarabeo errante” Don Durito de la Lacandona…
(Pino Cacucci su La Stampa del 5/3/2005)
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Anche Cuba s’inchina a Cervantes: è in corso di svolgimento infatti la Fiera internazionale del libro dell’Avana. La manifestazione ha come ospite d’onore il Brasile. Ma la Fiera di quest’anno è anche dedicata al “Don Chisciotte”, di cui ricorre il quarto secolo della pubblicazione; all’opera di Miguel de Cervantes è previsto un omaggio di alcuni scrittori cubani…
(Su Avvenire del 6/2/2005)
( N.B. a l’Havana c’è un bel monumento a Don Chisciotte, ndr)
MC