…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
In Europa milioni di persone consumano regolarmente o saltuariamente derivati della canapa. Con poche eccezioni, esse si trovano sotto il tiro delle forze dell’ordine e rischiano il ritiro della patente di guida anche se non hanno mai guidato un veicolo in stato di alterazione psicofisica. Sempre più giuristi e scienziati ritengono la corrente prassi estremamente problematica dal punto di vista giuridico e costituzionale e non sostenibile dal punto di vista scientifico.
…Un libro scientifico – Cannabis, Strassenverkehr und Arbeitswelt (Cannabis, circolazione stradale e mondo del lavoro) a cura di Franjo Grotenhermen e Michael Karus, Springer 2004) – demolisce alle radici la teoria e la pratica della tolleranza zero in vigore su strade e autostrade. Un campo, quello della sicurezza stradale, ancora aperto alla repressione del consumo di stampo ideologico, che da molti anni è divenuto un terreno di profitto, come avviene negli Stati Uniti dove l’industria dei test e degli antitest ha raggiunto livelli miliardari. Mentre la politica continua la discussione sui livelli di tolleranza accettabili nella società, la strage delle patenti continua imperterrita ai danni dei consumatori di cannabis, anche se è da registrare un primo, parziale successo. Recentemente la Corte Federale Costituzionale di Karlsruhe ha dato ragione a un automobilista a cui era stata ritirata la patente. L’uomo aveva fumato uno spinello 16 ore prima di mettersi in viaggio e nel sangue gli era stato rilevato un valore di 0,5 nanogrammi di cannabis. La Corte ha stabilito una soglia minima per il ritiro della patente di 1 nanogrammo, ed ha invitato il legislatore a intervenire in tal senso…
La questione della politica delle droghe nella circolazione stradale diventa uno dei punti caldi del dibattito e della repressione curati nel capitolo curato dal politologo Juergen Neuemeyer, rispetto al fatto che “le droghe legali, come le medicine e l’alcol, sono state completamente escluse dal dibattito, sebbene questi problemi siano stati ripetutamente denunciati da parte scientifica come epidemiologicamente importanti”. Per Neumayer, “il campo della sicurezza stradale diviene spesso la vittima degli obiettivi della politica delle droghe tramite gli strumenti della persecuzione penale”…
(Enrico Fietzer su Fuoriluogo, supplemento mensile del Manifesto del 25/2/2005)
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Negli anni ’60, l’aumentata diffusione della marijuana suscitò preoccupazione sulle possibili conseguenze per la sicurezza stradale. Da allora numerosi studi hanno valutato gli effetti della marijuana sulla guida, usando le stesse tecniche che si usano per valutare gli effetti dell’alcol e dei farmaci legali. Nessuno degli studi suggerisce che la marijuana sia una causa rilevante degli incidenti stradali, anche mortali. Per la verità, essi suggeriscono il contrario (...) Delle molte droghe psicoattive, lecite e illecite, che sono disponibili e usate da persone che poi si mettono alla guida, la marijuana può a buon diritto essere annoverata tra le meno pericolose…Gli studi sulla guida vera e propria hanno evidenziato che basse dosi di marijuana causano un deficit scarso o nullo, e anche alte dosi di marijuana generalmente causano un deficit minore rispetto a basse dosi di alcol. Dagli studi risulta anche che i soggetti, dopo aver fumato marijuana, tendono a guidare con maggiore prudenza: si espongono a meno rischi, guidano a velocità inferiore e mantengono una distanza maggiore dalle altre macchine…
Evidenze più stringenti sul fatto che l’effetto della marijuana sulla capacità di guida è minimo, provengono dalle ricerche epidemiologiche sui guidatori coinvolti in incidenti mortali sulle highways…
Tre studi hanno riscontrato non solo che i guidatori positivi alla marijuana erano meno colpevoli dei guidatori positivi all’alcol, ma erano anche meno colpevoli di quelli drug-free…
(Lynn Zimmer e John P. Morgan, “Marijuana: i miti e i fatti”, su Fuoriluogo, supplemento mensile del Manifesto del 25/2/2005)
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