…i ragazzi sembrano a loro agio, non fanno che chiacchierare. Ma di che cosa parleranno mai? Si riferiscono a programmi che lui non ha mai visto, a canzoni che non ha mai ascoltato, a film usciti e scomparsi senza che lui se ne accorgesse. E’ come se nella vita quotidiana di suo figlio andasse in onda una trasmissione in codice con cui Li-Jin riesce a sintonizzarsi solo una volta all’anno, a Natale, quando gli dicono di andare ad acquistare la mercanzia in plastica a vivaci colori che accompagna quei misteriosi avvenimenti.
(Zadie Smith, "L’uomo autografo")
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
India. La Cipla per decenni ha prodotto medicinali a basso costo per il terzo mondo. Da oggi non potrà più farlo.
Il nome dell’azienda è sulla lista nera di ogni multinazionale farmaceutica…L’uomo che presiede la Cipla si chiama Yusuf Hamied. Venerato dagli attivisti delle Ong e dai funzionari delle organizzazioni umanitarie per aver rivelato al mondo quanto poco possa costare produrre farmaci per la cura dell’Aids, è altrettanto disprezzato dalle grandi corporation per la sua – diciamo così – allergia ai copyright. Ha un dottorato in chimica a Cambridge, una casa a Londra dove si trasferisce quando in India arrivano i monsoni, e alle spalle più di 40 anni dedicati a combattere contro monopoli e brevetti, a colpi di imitazioni di antibiotici e anti-retrovirali. Tutti prodotti nell’azienda fondata dal padre: “Per costituire questa società, negli anni ’30, dovette vendere i gioielli di famiglia”, racconta Hamied… - “tutti ‘copiati’ – su cui i nomi a noi familiari di Viagra e Prozac sono stati rimpiazzati da Silagra e Nuzac”…
“In Corea del Sud una compressa di Gilvec, per la terapia della leucemia, costa circa 19 dollari. Noi la vendiamo a 6, ma in quel Paese, per problemi di brevetti, non possiamo esportarla”…
…la vera svolta, per l’industria farmaceutica nazionale, arrivò nel ’72, con l’Indian patent act. Lo introdusse Indira Gandhi, convinta che il suo Paese non fosse ancora pronto per entrare in competizione con le major. Così decise di applicare le regole sui brevetti ai processi di produzione, e non ai prodotti. Da quel momento, le aziende indiane erano libere di copiare un farmaco, scegliere il procedimento più efficiente per fabbricarlo, dargli un nome di fantasia e venderlo alla metà rispetto al detentore del brevetto. Ed è proprio questa legge che ha permesso alla Cipla, alla fine degli anni ’90, di ridurre a livello planetario il prezzo dei farmaci per la terapia dell’Aids…l’azienda è riuscita a far scendere il costo di un anno di cura a 350 dollari, contro i 12 mila richiesti dalle big pharma internazionali.
Ora, a rendere molto incerto il futuro dei farmaci low cost è arrivata una nuova legge sui brevetti. Il Parlamento indiano l’ha da poco introdotta per rispettare gli accordi presi con il Wto…
L’effetto della nuova legge non sarà immediato: molti dei farmaci più diffusi, infatti, sono stati prodotti prima dell’accordo del Wto, entrato in vigore nel ’95. Dunque potranno continuare a essere venduti ed esportati a basso costo. Ma è innegabile che il testo pone fine al meccanismo che si era venuto a creare dal ’72 e che anche i produttori di farmaci indiani dovranno iniziare a rispettare i brevetti registrati nell’ultimo decennio…
(Stefania Romani sul Supplemento D-La Repubblica delle Donne di Repubblica del 30/4/2005)
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