Il mattino seguente, Eilis trovò Brooklyn spazzata da un vento gelido che non conosceva. Sembrava soffiare furiosamente in ogni direzione; portava con sé gocce di ghiaccio e le persone camminavano a capo chino, alcune addirittura tremavano di freddo mentre aspettavano di attraversare la strada. Sorrise tra sé al pensiero che in Irlanda nessuno sapesse che l'America era il posto più freddo del mondo e che, in un mattino così gelido, i suoi abitanti erano i più disperatamente tristi. Non le avrebbero creduto se l'avesse scritto in una lettera. Per tutto il giorno, da Bartocci's, ci fu un continuo rimproverare a gran voce chiunque lasciasse aperta la porta per un istante più del necessario e si registrò un'impennata nelle vendite della maglieria di lana.
(Colm Tòibìn, “Brooklyn”) Su IBS puoi comprare questo romanzo
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
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