E non ci sono tombe, alle Galàpagos. L'oceano si appropria di ogni corpo per usarne a sua totale discrezione. Ma se esistesse una lapide che vi rammentasse Mary Hepburn, nessun'altra epigrafe sarebbe calzante come “Madre Natura personificata”. In che senso, voi dite, era così affine a Madre Natura? Perché, alla faccia della disperazione che regnava su Santa Rosalia, persisteva a volere che vi nascessero figli di esseri umani. Nulla poteva impedirle di fare tutto ciò che era in suo potere per assicurare la continuità della vita, ancora e ancora e ancora.
(Kurt Vonnegut, “Galapagos”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
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