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Su Altroconsumo, gennaio 2010 |
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Gocce d'annata |
Dopo una lunga pausa vi offriamo una sfornata di "Gocce d'annata", dell'ottobre 2004. Progressivamente contiamo di mantenere la promessa e di riportare sul sito tutte le Gocce di Alexcafè, che vive dal settembre 2004. Buona lettura" 1 ottobre 2004
“E’ necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive”.
(Seneca)
2 ottobre 2004
“…Non bisogna tanto guardare al traguardo, quanto al percorso che tu fai…questo è già un traguardo, è un lievito che poi sedimenta…una continua approssimazione…
Il percorso che tu fai è più importante del traguardo che raggiungi o non raggiungi”.
(Luigi Pintor, l’ultima videointervista)
4 ottobre 2004
“Certo che se la son proprio andata a cercare, gli americani. Con quella storia di Eurodisney, dico. Andare a farlo proprio a Parigi. Che idea. Perché se fosse solo un luna park, un gigantesco, geniale luna park, andava anche bene Parigi. Ma Disneyland è qualcosa di diverso. E’ l’ideologia yankee a forma di luna park…E se c’è un posto in cui la gente non ama pensare yankee, quello è Parigi, cioè la Francia. In Francia vai al cinema e quando passa la pubblicità dei Levi’s con la scritta The original jeans, loro ci mettono un asterisco in calce: Les jeans originaux…
…I francesi sono gli unici che sul deposito di zio Paperone invece del classico simbolo del dollaro, il sacrosanto $, ci mettono una bella F, effe di franco, roba da chiodi…Adesso navigano nei debiti. Cosa si aspettavano da gente che fa nuotare Paperone nelle monete da 10 franchi?”
(Alessandro Baricco, “Barnum”) 5 ottobre 2004
“Se possiedi una biblioteca con un giardino, niente ti mancherà”.
(Marco Tullio Cicerone)
6 ottobre 2004
“Troppe cose vengono spacciate per nostre: la nostra civiltà, la nostra religione, le nostre radici, il nostro paese, la nostra patria, il nostro stato, il nostro governo, i nostri soldati. Impariamo a rigettare l’aggettivo. Addestriamoci a chiederci: nostre di chi, di quale noi?”
(Domenico Starnone, scrittore)
7 ottobre 2004
Ho investito il denaro e gli affetti:
banca e famiglia danno rendite sicure.
Con mia moglie si discute l’amore,
ci sono distanze, non ci sono paure.
Ma ogni notte lei mi si arrende più tardi…
…lei ha gli occhi di una donna che pago.
(Fabrizio De Andrè, “Canzone del padre”)
8 ottobre 2004
Le tre del pomeriggio erano un’ora pericolosa…Aveva finito il suo pisolino e il prossimo notiziario locale iniziava soltanto alle cinque. Due ore vuote erano una fistola che generava infezioni.
(Jonathan. Franzen, “Le correzioni”)
9 ottobre 2004
“Fra la novità e l’abitudine, l’una attrazione invincibile, l’altra legame possente, c’è da valicare un abisso nel quale l’amore cade e muore quasi sempre”.
(Alphonse Karr)
11 ottobre 2004
…E posso dirti senza orgoglio,
ma è inutile perché
in questo mi rassomigli,
che c’è tra il martire e il coniglio,
tra la galera e l’esilio,
un luogo dove l’inerme
lubrifica le sue armi,
poche ma durature.
(Eugenio Montale, “Satura”)
12 ottobre 2004
“Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte;
me mi fanno orgoglioso quelle lette.”
(Jorge Luis Borges, “Elogio dell’ombra”)
13 ottobre 2004
Un tempo si diceva in città che il nostro circolo era un semenzaio di libero pensiero, di corruzione e di ateismo; e queste voci trovavano sempre credito. Invece non facevamo che le più innocenti, simpatiche chiacchierate, liberali, gaie e del tutto russe. Il “liberalismo superiore” e il “liberale superiore”, cioè il liberale senza nessuno scopo, sono possibili soltanto in Russia.
(Fëdor Dostoevskij, “I Demoni”)
14 ottobre 2004
- Quando c’è l’amore, c’è tutto!
- No, chella è a’ salute…
(Massimo Troisi)
15 ottobre 2004
"Gli Stati Uniti sono impegnati nell’abolizione della tortura in tutto il mondo. Noi ci poniamo alla testa di questa lotta attraverso l’esempio. Faccio appello a tutti i governi affinché si uniscano agli Stati Uniti e alla comunità degli stati di diritto per vietare, perseguire e punire tutti gli atti di tortura, e per impedire altre punizioni crudeli e abnormi".
(George W. Bush su "The Washington Post" 27/6/2003)
16 ottobre 2004
“Voglio dirvi che cosa secondo me rende una persona inadatta al suo compito. Ingannare il nostro paese per trascinarlo nella guerra all’Iraq vi rende inadatti a guidare questo paese. Non fare nulla mentre questo paese perde milioni di posti di lavoro vi rende inadatti a guidare questo paese. Lasciare che 45 milioni di americani vivano senza assistenza sanitaria vi rende inadatti a guidare questo paese. Lasciare che la famiglia reale saudita decida quanto dobbiamo spendere per l’energia vi rende inadatti a guidare questo paese. Assegnare senza una sola gara d’appalto contratti pubblici per l’importo di miliardi di dollari alla Halliburton, mentre siete ancora sul loro libro paga, vi rende inadatti a guidare questo paese…”
(Dal discorso di John Kerry a Springfield, Ohio)
18 ottobre 2004
l lavoro alla radio sembra procedere bene, secondo quanto riporta la classifica Crossley. Chi lo sa, forse un giorno sarò famoso come “Breakfast at Sardi’s”. Mi sto trastullando con l’idea di fare un programma simile. Si svolgerebbe in un ristorante kosher e sarebbe chiamato “Goulash da Groucho”. Per favore, mi faccia sapere se questa idea la colpisce e dove.
(Groucho Marx)
19 ottobre 2004
Presto mi sono accorto che tra i fatti della vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima, e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura, c’era un divario che mi costava sempre più sforzo superare. Forse stavo scoprendo solo allora la pesantezza, l’inerzia, l’opacità del mondo: qualità che s’attaccano subito alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle.
(Italo Calvino, “Leggerezza”, in “Lezioni americane”)
20 ottobre 2004
l tema che qui ci interessa non è la velocità fisica, ma il rapporto tra velocità fisica e velocità mentale (…) Giacomo Leopardi, nella sua giovinezza quanto mai sedentaria, trovava uno dei rari momenti gioiosi quando scriveva nello Zibaldone: “La velocità, per esempio, dei cavalli (…) è piacevolissima per sé sola, cioè per la vivacità, l’energia, la forza, la vita di tale sensazione. Essa desta realmente una quasi idea dell’infinito, sublima l’anima, la fortifica…
(Italo Calvino, “Rapidità”, in “Lezioni americane”)
21 ottobre 2004
…Mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario…
(Italo Calvino, “Esattezza”, in “Lezioni americane”)
22 ottobre 2004
…Comunque, le soluzioni visive continuano a essere determinanti, e talora arrivano inaspettatamente a decidere situazioni che né le congetture del pensiero né le risorse del linguaggio riuscirebbero a risolvere…
(Italo Calvino, “Visibilità”, in “Lezioni americane”)
23 ottobre 2004
…Ogni minimo oggetto è visto come il centro d’una rete di relazioni che lo scrittore non sa trattenersi dal seguire, moltiplicando i dettagli in modo che le sue descrizioni e divagazioni diventano infinite. Da qualsiasi punto di partenza il discorso s’allarga a comprendere orizzonti sempre più vasti, e se potesse continuare a svilupparsi in ogni direzione arriverebbe ad abbracciare l’intero universo.
25 ottobre 2004
"Sarà anche un concetto moralmente giusto, comunque è una bella frase da dire: tutti i morti sono uguali. Ma il problema è cosa facevano da vivi".
(Jena su Il Manifesto)
26 ottobre 2004
...Poi la voce ha detto: mi chiamo Fernando, ma non sono un gerundio. E’ sempre buona norma apprezzare le battute di chi chiama, rivelano il desiderio di stabilire un contatto, e io ho riso. Ho risposto che io avevo un nonno che si chiamava Andrej, ma non era un condizionale, era solo russo; e anche lui ha riso un poco. E poi lui ha detto che comunque aveva qualcosa in comune coi verbi, che aveva una qualità di quelli. Che era intransitivo.
(Antonio Tabucchi, “Il Gioco del Rovescio”)
27 ottobre 2004
…E immagino tu e lui, due americani
sicuri e sani, un poco alla John Wayne,
portare avanti i miti kennediani,
e far scuola agli indiani
- amore e ecologia, lassù nel Maine.
E là insegnare alla povera gente,
per poco o niente, vita quasi pia,
fingendo o non sapendo proprio niente
di quello che può ancora far la CIA:
santi dell’Occidente! Per gli USA,
e così sia…
(Francesco Guccini, “100, Pennsylvania Ave.”)
28 ottobre 2004
Mi ricordo anche il giorno in cui mio figlio Arthur – aveva sette anni a quel tempo – lasciò il cinema durante la proiezione del nostro primo film di successo, The Cocoanuts, perché non c’erano sparatorie. Trovai la cosa molto deprimente – non tanto il fatto che non gli piacesse il film, ma per la possibilità che da adulto volesse diventare un critico.
(Groucho Marx)
29 ottobre 2004
Avevo un segretario, personaggio mediocre, in verità, che tenevo al mio servizio perché conosceva a fondo il protocollo della cancelleria, ma che m’irritava per la sua sufficienza arcigna e testarda, il suo sdegno per le innovazioni, la mania di cavillare senza fine su minuzie superflue. Un giorno, quell’imbecille m’irritò più del solito; levai la mano per colpirlo; disgraziatamente, brandivo uno stilo, che gli accecò l’occhio destro. Non dimenticherò mai quel suo urlo di dolore, quel braccio goffamente alzato per parare il colpo, quel viso stravolto dal quale colava copioso il sangue. Feci chiamare immediatamente Ermogene, che gli prestò le prime cure, poi fu consultato l’oculista Capito. Ma invano; l’occhio era perduto….Lo invitai alla mia presenza; gli chiesi umilmente di fissare lui stesso il compenso che gli era dovuto. Mi rispose con un sorriso malvagio che mi chiedeva una sola cosa, un altro occhio destro.
(Marguerite Yourcenar, “Memorie di Adriano”)
30 ottobre 2004
E’ più tardi di quello che credi.
(Proverbio cinese) Tutte le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza
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Posted by admin · May 2006 -
Categoria: Archivio
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