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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
 

Sudan, la svolta di Obama


E' un altro segno di cambiamento, ma di quelli che stridono: fino a qualche mese fa il Presidente sudanese Al Bashir era più o meno un criminale di guerra, ricercato dal Tribunale Internazionale per i crimini commessi dai miliziani Janjaweed nel Darfur.


Oggi diventa un interlocutore del Presidente democratico Obama. "President Obama is offering Sudan’s leaders an opportunity that they do not deserve but is necessary. The administration will replace a punishment-heavy approach with one that is more balanced", diceva testualmente l'editoriale del New York Times nel commentare questa scelta.


"Una decisione che forse i leaders del Paese non meritano, ma che gli Usa devono fare".


Faceva eco il quotidiano sudanese in lingua inglese "Sudan Tribune": “Una rara concordia tra governo di Khartoum e ribelli del Darfur ha accolto il rapporto sulla nuova politica americana in Sudan”.  La nuova politica, presentata ieri dal dipartimento di stato americano, mira a raggiungere tre obiettivi principali: “fermare il conflitto in Darfur, favorire la piena realizzazione degli accordi Nord-Sud e collaborare contro il terrorismo”.

Il consigliere presidenziale Ghazi Salahaddin ha definito l’approccio “positivo” , sottolineando che l’assenza di riferimenti alle minacce militari – più volte utilizzati dalla precedente amministrazione americana – costituisce una “svolta” nelle relazioni tra i due paesi. La nuova politica statunitense “è in linea con la posizione del Sudan people liberation Mouvement (Splm)” ha affermato Anne Itto, deputata del partito membro del governo centrale e partito di maggioranza nel Sud, Approvazione è stata espressa anche dal movimento di liberazione del Sudan (Slm) di Abded Wahid al Nur secondo cui “le posizioni del segretario di stato americano Hillary Clinton sulla sospensione del conflitto e la necessità di maggiori sicurezze per i civili è “ampiamente condivisa” dal movimento. Il Movimento per la Giustizia e l’uguaglianza (Jem) ha detto di stare ancora analizzando il rapporto, che mostra tuttavia “spunti nella giusta direzione”. Nel presentare il documento, la Clinton ha parlato di “incentivi” e sostegno” se Khartoum metterà in atto politiche “tangibili” per risolvere i nodi e le questioni irrisolte che minacciano la stabilità nel paese.


E' anche vero - come ricordava il New York Times - che l'Amministrazione Obama ha fatto sapere che non lavorerà direttamente con il Presidente Bashir. Ma lo stesso quotidiano aggiungeva che l'isolamento internazionale non stava funzionando. E conferma quello che l'approccio veramente rivoluzionario di Obama: parlare con tutti, lasciare alle spalle le vecchie politiche, dare fiducia a tutti.


Hillary Clinton, parlando di questa svolta, ha usato ancora la parola “genocidio” per definire la crisi umanitaria in corso in Darfur, ma ha parlato di un nuovo «approccio inclusivo» nei confronti del Sudan, che punta alla fine delle violenze in Darfur e allo stesso tempo alla messa in atto dell’accordo di pace del 2005 fra Nord e Sud Sudan in vista del referendum sull’indipendenza del Sud previsto per il 2011.


Quanto alle organizzazioni per i diritti umani, Amnesty Interntational per ora non osa criticare il Presidente: "Se il metodo individuato dalla Casa bianca per porre fine al genocidio in Darfur è quello del dialogo  non possiamo che essere d’accordo", anche se il dialogo non può significare "impunità" per Bashir, che invece se ne va per l'Africa indisturbato. La Ong "Italians for Darfur" è più fredda: La scelta della Casa Bianca "rappresenta ancora un'incognita". "Di certo auspichiamo che ora si passi dalle azioni ai fatti e che innanzitutto gli USA si impegnino a mantenere il dossier Darfur in cima all'agenda politica e umanitaria internazionale: solo non spegnendo i riflettori su questo conflitto sarà possibile avviare un'azione più determinata di quanto non sia stato finora da parte della comunità internazionale nei confronti del regime guidato dal presidente Al Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità".


Abbiamo parlato di Sudan anche qui, ma anche qui, e anche qui


 


 Posted by admin · Oct 2009 -
 Categoria: Mondo






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