Anche il CTS scende in campo contro la scelta di cancellare di fatto la geografia dai programmi scolastici delle scuole italiane. Il vecchio Centro turistico e studentesco che da decenni accompagna i giovani in giro per l'Europa ha deciso diramare un comunicato e di affidare ad un piccolo sondaggio il parere dei suoi viaggiatori. "Studiare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro", dice il CTS. Nei nuovi curricoli delle scuole secondarie superiori la geografia è fortemente penalizzata.
Per questo, da qualche giorno, è possibile partecipare ad un instant poll per sostenere l'appello in favore dell'insegnamento della geografia, lanciato dalla Società Geografica Italiana e dall' Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG)
La semplice domanda a cui rispondere è:
Geografia da buttare? Sì No Occorre inviare una mail a win@cts.it scrivendo nell'oggetto "geografia da buttare? sì" o "geografia da buttare? no", indicando nel testo della mail nome e cognome, età e indirizzo completo. Domenico Iannello, segretario generale del CTS, ha ricordato qualche giorno fa che già oggi la conoscenza della geografia non è esattamente accetabile, e lo sa chi si occupa di viaggi: "Cercare di dare risposte alla domanda ‘Scusi, ad Aosta il mare dov’è?’ o chiedere un risarcimento perche non si è svolta “l’escursione termica” è un’impresa titanica che può, in un primo momento, far sorridere. Tutto questo è in realtà preoccupante e lo diventa ancora di più se il futuro dell’insegnamento della geografia nelle scuole secondarie di secondo grado è messo a repentaglio da quanto previsto dal testo dei Regolamenti attuativi della Riforma della Scuola che stanno per essere licenziati dalle Commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato e dal relativo quadro orario che il Ministero dell’Istruzione ha definito e si appresta a portare in approvazione in uno dei prossimi Consigli dei Ministri". “La geografia non è una gara sulla conoscenza delle capitali del mondo. Canberra la capitale dell’Australia piuttosto che Sidney. Ma in un mondo globalizzato è entrare in contatto con usi e costumi di altri popoli, con la loro storia e le loro continue evoluzioni". "Per questo vogliamo difendere il diritto allo studio di una materia che contribuisce alla crescita culturale dei giovani e al loro processo formativo, così da stimolarne lo spirito critico", ha concluso .
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