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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
 

La burocrazia autoreferenziale



Il comune di New Dehli scopre 22 mila dipendenti fantasma.


Chiunque abbia mai messo piede in un ufficio pubblico indiano sa che l'intera organizzazione del lavoro sembra finalizzata a un unico scopo: impiegare il maggior numero di persone possibile. Indipendentemente da quanto banali siano le mansioni di chi distribuisce tazze di tè, suona campanelli, sposta incartamenti o semplicemente staziona davanti alla porta di un burocrate bussando, all'occorrenza, per annunciare l'arrivo del questuante di turno.


Nessuno però avrebbe potuto immaginare che la Municipal corporation of Delhi (Mcd), uno dei tre organismi che amministrano la capitale, avesse portato alle estreme conseguenze la sua battaglia contro la disoccupazione: arrivando a stipendiare 22.853 dipendenti fantasma su un totale di 127.094.


La scoperta è stata fatta grazie alla decisione di Mcd di installare, in ognuna delle 12 zone di sua competenza e in ciascuno dei suoi 40 dipartimenti, 2.500 apparecchiature biometriche in grado di identificare in maniera certa tutti i dipendenti a libro paga. O meglio, tutti quelli che oltre a incassare lo stipendio si prendono anche la briga di passare in ufficio. Il risultato è stato sorprendente: in base all'archivio di impronte digitali costruito a partire dal 1° agosto dello scorso anno è risultato che il 18% degli impiegati non esiste. O se esiste, fa altro...


Il caso non ha mancato di catturare l'attenzione del sindaco di Delhi Kanwar Sain senza però riuscire a incrinarne la compostezza: “Si rendono necessari ulteriori indagini per accertare il destino di questi 22.853 impiegati che sembrano incassare uno stipendio dalla nostra municipalità” è stato il suo commento. Eppure, dati alla mano, la scoperta potrebbe consentire al comune di Delhi di risparmiare la non trascurabile cifra di 129 milioni di euro all'anno. Non pochissimi nel bilancio di un'amministrazione cronicamente incapace di fornire i servizi essenziali...


 


    (Mario Masciaga sul Sole-24 Ore del 27/11/2009)


 


* * * * * *


Sicilia bloccata dalla malaburocrazia.


Un gruppo ristretto ma potente di dirigenti della regione Sicilia che gestisce in modo discrezionale i meccanismi della spesa e delle autorizzazioni sta mettendo in difficoltà il sistema delle imprese locali.


Gli abusi non si contano più: finanziamenti che non si sbloccano; fondi europei che rischiano di tornare al mittente; richieste che sforano i termini di legge; conferenze di servizi (procedimenti amministrativi per la composizione degli interessi pubblici e privati) in perenne attesa di convocazione.


Un imprenditore siciliano passa in media 92 dei 220 giorni lavorativi a sbrigare pratiche. Da un lato, estenuanti trafile per ciò che dovrebbe rappresentare un diritto; dall'altro, corsie preferenziali per gli “amici”. A smistare il traffico, seduti nelle posizioni chiave, pochi e selezionati burocrati che intermediano con la politica. Una vera e propria “mafia burocratica” contro cui si sono scagliati i giovani imprenditori dell'isola. All'indirizzo e-mail “addioburocrazia”, creato per l'occasione, sono già arrivate centinaia di lettere...


...Un altro denuncia i tentativi andati a vuoto per un'autorizzazione ambientale su un impianto di lavorazione aggiuntivo: sono passati cinque anni dalla prima richiesta all'assessorato Territorio e ambiente e sta ancora aspettando di essere convocato per la conferenza dei servizi. Nel frattempo l'impianto è invecchiato senza mai essere entrato in funzione...


Accusa Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia: “Dobbiamo prendere atto che in Sicilia di pochi burocrati si continua a non parlare perché i fatti indicano la loro intoccabilità. Questo non va bene, è uno scandalo al quale porre rimedio”. Il caso più eclatante è quello di Enzo Emanuele, che occupa l'ambìto posto di ragioniere generale della Regione fin dai tempi della presidenza Cuffaro. Non solo è resistito ai cambi di governo, ma s'è rafforzato...Emanuele è considerato un potere ombra, un uomo solo al comando, un recordman degli incarichi...


Non è in discussione il diritto della giunta di nominare i propri dirigenti. “Ma se uno dà prova d'inefficacia – prosegue Catanzaro – ci dev'essere chi gli dica “vattene”...


 


   (Giuseppe Oddo sul Sole-24 Ore del 26/11/2009)


 


 Posted by admin · Feb 2010 -
 Categoria: Idee






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