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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
 

Ancora stragi di civili in Afghanistan



Le Forze speciali Usa potrebbero aver violato le regole di ingaggio ordinando il raid aereo che domenica ha ucciso 27 civili nel sud dell'Afghanistan. Lo sostengono fonti della coalizione e afgane citate dall'edizione online del Wall Street Journal.


Secondo le regole di ingaggio, che sono segrete, la richiesta di un intervento aereo deve essere l'ultima risorsa ed è prevista nel caso in cui i soldati non possano sottrarsi ad una minaccia incombente. Gli interventi dal cielo sono permessi anche contro obiettivi alle prese con azioni predatorie come per esempio collocare una bomba lungo la strada. Entrambi questi casi sembrano non corrispondere alla dinamica di quanto accaduto domenica nell'attacco compiuto dalla Nato nella provincia meridionale dell'Uruzgan. La Nato ha confermato che sono stati colpiti tre veicoli in cui si sospettava viaggiassero degli insorti talebani: solo dopo si è scoperto che a bordo dei mezzi vi erano donne e bambini.



Le rivelazioni del quotidiano Usa arrivano nel giorno dell'ennesima strage di civili in Afghanistan, e nonostante le raccomandazioni sulla necessità di proteggere i civili formulate dal comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), generale Stanely McChrystal, e gli appelli del presidente Hamid Karzai. Dall'inizio dell'Operazione Moshtarak (in lingua dari Insieme) i civili uccisi sono stati quasi 50.


Il governo afghano ha definito "ingiustificabile" l'ultimo attacco ed ha chiesto alle forze Nato di coordinarsi meticolosamente e di esercitare la massima attenzione prima di condurre qualsiasi operazione militare in modo da evitare ogni possibile errore tale da procurare danni ai civili.
Una condanna rinnovata poi personalmente da Karzai che in un incontro con il generale McChrystal che gli ha presentato scuse formali ha ricordato che la questione delle vittime civili "è un ostacolo enorme per una efficace lotta al terrore" e che "si deve trovare per essa una soluzione".


E mentre queste parole venivano pronunciate, l'agenzia di stampa Pajhwok rendeva noto che fra i due e i quattro civili erano morti per un missile sparato da militari francesi su un auto con a bordo commercianti nella provincia centrale di Kapisa. Un episodio però che secondo l'Isaf ha riguardato un veicolo da cui erano partiti colpi d'arma da fuoco contro i militari.


Questi episodi potrebbero ulteriormente complicare gli sforzi del governo di Karzai e della Nato per garantirsi l'appoggio della popolazione locale, prima del graduale ritiro delle truppe Usa previsto per il 2011. Nel dare la notizia il Consiglio dei ministri afgano ha sollecitato "urgentemente le forze Nato a coordinarsi meticolosamente e a esercitare la massima attenzione prima di condurre qualsiasi operazione militare in modo da evitare ogni possibile errore che possa procurare danni ai civili". Il generale Stanley McChrystal, comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza in Afghanistan, si è detto profondamente rattristato per l'incidente e ha dichiarato che sulla vicenda è in corso un'inchiesta: "Ho chiarito alle nostre forze - ha sottolineato il generale McChrystal - che siamo obbligati a proteggere la gente in Afghanistan e che il ferimento o l'uccisione per errore di civili mina la fiducia nella nostra missione". 
Ora, ha aggiunto il comandante Isaf "raddoppieremmo i nostri sforzi per recuperare la fiducia" degli afgani.



 Posted by admin · Feb 2010 -
 Categoria: Mondo






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