Mosca. Il sindaco Jurij Luzhkov ha proposto di eliminare le nevicate invernali nella capitale russa, usando aerei carichi di prodotti chimici per allontanare le nuvole. Secondo Luzhkov, liberare le strade dalla neve ha un costo tre volte più alto. (Su Internazionale dell' 11/9/2009) * * * * * * Fino a qualche anno fa era considerato poco più di un gioco intellettuale per scienziati mattacchioni. Ora però il geoengineering – ovvero la manipolazione del clima su larga scala per contrastare gli effetti dell'anidride carbonica e del surriscaldamento globale – è diventata un'ipotesi di studio e lavoro. In alcuni casi si prospetta già come un catalizzatore di investimenti. Soprattutto viene presentata come la soluzione più brillante, estratta a mo' di coniglio dal cappello dei ricercatori, per rispondere al dilemma del clima senza essere costretti a ridurre alla fonte la produzione di CO2.
A sdoganare il tema ci ha pensato a fine settembre un rapporto della Royal Society – la prestigiosa accademia britannica delle scienze – che pur ribadendo la necessità di ridurre le emissioni di CO2 considerava i progetti di geoengineering una sorta di ultima spiaggia. Lo studio divideva le tecniche di manipolazione del clima in due categorie. La prima include le soluzioni di riduzione delle radiazioni solari. La più nota prevede di sparare anidride solforosa nell'atmosfera, simulando un vulcano in attività per ottenere una riduzione della temperatura. Pare infatti che l'eruzione del Pinatubo avvenuta nel 1991 nelle Filippine abbia provocato l'anno seguente un raffreddamento di mezzo grado centigrado. Ma iniettare anidride solforosa nell'atmosfera potrebbe avere pesanti effetti collaterali, modificando il ciclo idrogeologico del pianeta...
La seconda tipologia di progetti si concentra sulla CO2 già nell'atmosfera e su come ridurla. Si va dalla riforestazione alla costruzione di impianti per la cattura del carbonio emesso dalle centrali, fino alla fertilizzazione degli oceani, che consiste nell'accrescere artificialmente la quantità di microalghe (che immagazzinano il carbonio) dopo l'immissione di ferro. Materia da apprendisti stregoni, direbbe qualcuno...
(Carola Frediani sul Manifesto del 29/12/2009)
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