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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
 

Marea nera, una proposta di soluzione dall'Italia. Ignorata




La ditta Fluidotecnica Sanseverino, con sede a Bari, ha brevettato un macchinario capace di compiere una separazione netta tra l'acqua e tutti i fluidi inquinanti che galleggiano, senza usare additivi chimici. Si chiama Oilsep Cc Ecology, assorbe ed elimina le chiazze d'olio che spesso derivano dalle attività di navi cisterna, piattaforme petrolifere e industrie. Perché non provarla nel Golfo del Messico, funestato dalla marea nera rilasciata da un pozzo della Bp? )



E' quanto ha proposto in modo ufficiale il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, con una lettera all'ambasciatore statunitense in Italia David Thorne e al ministro degli esteri italiano Franco Frattini. E' stato molti giorni (e molti barili sversati) fa.


“Siamo pronti ad affrontare un tale impegno”, dichiarava intanto il cavalier Michele Sanseverino, proprietario della piccola azienda, alla Gazzetta del Mezzogiorno: “Abbiamo attivato l'intero distretto della meccanica” per produrre in poche settimane le cento macchine ritenute necessarie per affrontare il disastro. La ditta pugliese ha anche scritto al sito “DeepWaterHorizonResponse”, attivato dalla Bp per raccogliere idee su come fermare il disastro. La sua unità più grande costa 300.000 euro, basta un solo tecnico per farla funzionare, è in grado di separare 250.000 litri di petrolio al giorno, opera con principi meramente fisici: l'impianto si basa su alcune pompe che tramite galleggianti aspirano i fluidi inquinati, tutto ciò che è inferiore alla densità 1, quella dell'acqua; le sostanze finiscono in alcune camere dove vengono separati gli oli dall'acqua. Il petrolio recuperato è perfino riutilizzabile, e l'operazione necessita di così poca energia che basta perfino un pannello solare. Non si usano solventi chimici, pericolosi per l'ecosistema marino.


Insomma, la Puglia si è mossa. Ma non ha ricevuto risposta. Nel frattempo la marea nera è avanzata: secondo l'Us Geological Survey il pozzo perde tra mezzo milione e un milione di galloni al giorno.  “Ci lascia basiti quest'indifferenza”, spiega Giovanni Esentato, dell'Associazione imprese subacquee italiane a cui aderisce Fluidotecnica. Frattini ha risposto il 31 maggio dichiarando il proprio impegno a far conoscere la macchina alle autorità Usa. L'ambasciata ha ringraziato Vendola, “ci faremo vivi”; la Bp non ha neanche risposto. Interpellato dal Manifesto su questo silenzio, l'ufficio stampa Bp ha risposto che hanno ricevuto 22.000 proposte, ognuna delle quali è valutata e “li contatteremo se c'è bisogno del loro aiuto”.


Il presidente Barack Obama ha ribadito giorni fa che è il governo a guidare la gestione dell'emergenza e che però il governo federale non possiede le tecnologie per operare a una simile profondità. Qui però si tratta delle operazioni di disinquinamento, obietta Esentato: “Perché non accettano chi offre loro – perfino tramite canali ufficiali – di mettere alla prova una tecnologia verificata?” 


   (Marinella Correggia sul Manifesto del 4/6/2010


 Posted by admin · Jun 2010 -
 Categoria: News






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