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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
 

Garantire l'umana vicinanza nell'infermità




Le case per “cure altrove” restano senza sostegno. Le associazioni non dispongono di benefici fiscali.


A rigor di legge sono “case per ferie”, ma vacanze lì non se ne fanno proprio. Appartengono a organizzazioni di volontariato o fondazioni, e sono nate nell'ambito dei servizi per quelle “cure altrove” che spesso restituiscono la vita a chi aveva perso la speranza.


Danno accoglienza a bambini malati di tumore o cardiopatici, a persone ferite in guerre o che hanno malattie gravi e handicap in luoghi che non offrono possibilità di cura... i problemi sono tanti: il tempo delle cure, spesso di mesi o anche di anni, il dover affrontare una città o una nazione sconosciute, la burocrazia, la solitudine, la scuola persa, i soldi per i viaggi e per il soggiorno per la persona che assiste il paziente.



Si sono moltiplicate le organizzazioni attive in questo campo...A Milano, per esempio, c'è Guida, che mette a disposizione dei tutor, con il compito di occuparsi dei problemi di una famiglia e di un malato. Il tutor può anche essere delegato dal malato per sbrigare pratiche.


Alcune organizzazioni si sono attrezzate con appartamenti per accogliere i familiari e gli stessi malati, quando possono essere curati in day hospital o solo in “dimissione protetta”. “Abbiamo calcolato che le nostre case di accoglienza hanno fatto risparmiare al sistema sanitario circa 6 milioni di euro in otto anni”, dice Giuseppe De Angelis, vicepresidente dell'associazione Peter Pan, che ha a Roma tre strutture di accoglienza. L'80% circa dei bambini seguiti viene da altre regioni italiane, soprattutto del Sud, gli altri dall'estero. “Il costo medio giornaliero di un ricovero in una struttura pubblica come il Policlinico Umberto I, a Roma, è di circa 400 euro – spiega de Angelis – mentre quello di una giornata di day hospital è attorno ai 100 euro. Per strutture convenzionate, come l'ospedale pediatrico Bambin Gesù, i costi sono molto maggiori. Inoltre è importante non dimenticare un altro aspetto. Prendiamo proprio il Bambin Gesù: per i malati oncologici ha 12 posti, ma grazie al day hospital i bambini seguiti possono essere 18”.


Eppure, dal punto di vista fiscale-amministrativo le strutture per le cure altrove sono case per ferie, come se fossero attività “for profit”. Il non riconoscimento, tra l'altro, le costringe ad autofinanziarsi completamente. “Noi e le altre organizzazioni del Lazio – ricorda De Angelis – avevamo chiesto che ci venisse versata una quota di 35 euro al giorno, come alle comunità di accoglienza: il servizio sanitario ci avrebbe comunque guadagnato, e non poco. Ma non abbiamo ottenuto niente”.


C'è inoltre il problema che per il malato l'assistenza è gratuita, mentre per gli accompagnatori non è prevista alcuna copertura... 


   (Paola Springhetti sul Sole-24 Ore dell'11/1/2010) 


* * * * * *


Usa, Obama “apre” gli ospedali. Anche persone diverse dai familiari stretti in visita ai malati.


Mai più persone sole negli ospedali americani. Barack Obama ha messo ieri fine con un decreto alla prassi in vigore in tutti i centri medici statunitensi di autorizzare visite solo da parte di “familiari” dei pazienti – una definizione restrittiva che comprende solo i parenti di primo grado e i coniugi. D'ora in poi (anche se ci vorranno mesi perché la norma venga tradotta in regolamenti e applicata) saranno i pazienti stessi ad indicare il nome delle persone che vogliono al loro fianco durante il ricovero. E gli ospedali (almeno tutti quelli che ricevono soldi federali) dovranno rispettare la loro decisione. La comunità omosessuale americana ha lodato il passo del presidente, sottolineando che molti pazienti gay sono stati in passato costretti a non avere accanto una persona cara nei momenti più difficili di una malattia, o in punto di morte.


Ma la nuova norma è stata pensata per venire in aiuto a molteplici categorie di persone. Lo stesso Obama ha citato i vedovi senza figli, che finora non potevano essere assistiti in ospedale da nipoti o amici di vecchia data. Così come i membri di ordini religiosi, cui era impedito finora provare il sollievo della compagnia di un confratello o di una consorella...


Obama ha inoltre ordinato che vengano rispettate le “advance directives” (il testamento biologico nell'ordinamento americano) di tutti i pazienti, anche relativamente alla nomina di una persona che prenda decisioni al loro posto sulla salute ove necessario. 


   (Elena Molinari su Avvenire del 17/4/2010)


 Posted by admin · Jul 2010 -
 Categoria: Idee






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