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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010
  Della felicità (che non è il PIL)

Nell’edizione di quest’anno di Tuttaunaltracosa, Fiera nazionale del commercio equo e solidale, che si è svolta a Milano, è circolata una ricerca sulla felicità, dai risultati in qualche modo spiazzanti. Da questo studio, elaborato dal World Value Surveys – istituto statunitense per lo studio dei cambiamenti socioculturali, nato 25 anni fa – risulta infatti che chi vive nei paesi economicamente più forti del Pianeta non è sempre più felice di quelli più poveri. Anzi, il paese con più abitanti pronti a rispondere sì alla domanda “lei si considera felice?” è risultato la Nigeria, che nella scala da 1 a 4 del Wvs, ha raggiunto quota 3,58 punti. Sul podio della classifica del “benessere percepito” c’è poi la Tanzania, con 3,50, e il Messico, con 3,49, poi Venezuela, El Salvador, Portorico, molto indietro gli Usa (al sedicesimo posto), l’Australia (al ventesimo), la Gran Bretagna (al ventiquattresimo). E l’Italia? Sestultima su 65 nazioni, subito dopo la Germania e appena prima dell’Egitto. Mentre, tra i paesi più “abbienti”, raggiungono buoni livelli di soddisfazione due nazioni europee e una nordamericana, tutte e tre nei primi dieci posti nella classifica dei più ricchi al mondo: sono l’Islanda, con 3,44 punti; il Canada, con 3,41 punti; l’Olanda, con 3,40.
Com’è ovvio, questa ricerca non vuole scoraggiare gli aiuti ai paesi poveri, ma invita a non considerare il Pil come l’unico indicatore di benessere…

(Carlo Ciavoni sul Venerdì di Repubblica del 2/6/2006, www.metamorfosi.info)

* * * * * * * La campagna Sbilanciamoci! Ha presentato il rapporto “Come si vive in Italia?”. Un’attenta analisi sulle regioni, che ha il coraggio di non utilizzare come indicatore il Pil, ma variabili di natura ambientale, economica e sociale.
…Intanto, meritano attenzione i numeri e le elaborazioni che Sbilanciamoci! ha riservato alle regioni. Cominciamo dalla partecipazione, probabilmente la vera cartina di tornasole per valutare pratiche di nuova democrazia. L’indice (Quars, ndr) è composto da quattro indicatori (partecipazione ad attività della società civile, diffusione dei quotidiani, affluenza alle urne, ruolo del difensore civico). Elaborando questi indicatori emerge il Trentino…Bene anche Toscana e Veneto…chiudono la classifica Sicilia, Puglia e Campania.
…capitolo Ambiente, che comprende dieci variabili (densità abitanti, illegalità ambientale, utilizzo di fertilizzanti in agricoltura, qualità dell’aria, mobilità, ma anche aree protette, raccolta differenziata, diffusione del biologico e pratiche amministrative ecocompatibili). Non stupisce di trovare collocate ai primi due posti Trentino e Valle d’Aosta, da sempre attente a economie leggere…agli ultimi posti troviamo regioni come Veneto, Lombardia e Campania…
L’indicatore Economia e Lavoro considera la precarietà del lavoro, i livelli di disoccupazione, l’indice di povertà, le diseguaglianze dei redditi. Toscana e Marche mostrano le condizioni più inclusive, le regioni del Sud e il Lazio quelle più penalizzanti. Anche l’indicatore Diritti e cittadinanza è dedicato alle forme di esclusione sociale (diritto alla casa, accesso ai servizi fondamentali, inserimento lavorativo, assistenza sociale, completamento dell’obbligo scolastico, inclusione dei migranti). In questo caso le promosse sono Trentino, Valle d’Aosta e Umbria. Maglia nera per Calabria, Sicilia e Campania.
Istruzione e cultura (grado di istruzione, spese per spettacoli teatrali e musicali, qualità delle strutture scolastiche, numero di biblioteche): i risultati più decenti sono per Emilia Romagna e Lazio, malissimo Calabria e Basilicata. Il Friuli è invece la regione più virtuosa secondo l’indicatore Salute; Campania e Calabria le meno affidabili. Infine, quanto alle Pari opportunità, rispetto alle quali l’Italia a livello internazionale ha una situazione imbarazzante, si salvano solo Toscana, Valle d’Aosta ed Emilia.

(Su “Carta” settimanale n.23/2006)

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Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l’oblìo.

…tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità risiede nella forza di risalire la scarpata…

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi…prenditi tempo per dirgli “mi dispiace”, “perdonami”, “per piacere”, “grazie”…Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.

(dalla lettera-testamento di Gabriel Garcìa Marquez, pubblicata dalla Gazzetta di Salerno del 30/12/2005)

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La felicità consiste nel potere ciò che si vuole, e la grandezza d’animo nel volere ciò che si può.

(Plinio il Giovane)

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…La felicità non è essere amati, ma amare se stessi (e di conseguenza gli altri).

(Massimo Gramellini sul supplemento “Specchio” della Stampa)

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“…Eppure sognano tutti di diventare adulti come noi. Padroni di se stessi. Quando ero piccolo pensavo che gli adulti fossero felici e che potessero fare tutto quello che volevano!”
“Ah, ah, che cosa complicata la vita…”

(Duong Thu Huong, “Oltre ogni illusione”)

MC

 Posted by admin · Jul 2006 -
 Categoria: Idee






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