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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010 |
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Idee... |
Lo spazio Idee nasce come una sorta di libera palestra in cui noi di Alexcafè ci esercitiamo. Peschiamo in giro - sui libri, sulla rete, sui giornali - ed offriamo a chi legge degli spunti. Anche in questo caso come nelle Gocce è soprattutto una di noi a lavorarci, Mariletta Caiazza. Lo spazio esiste dal giorno della nascita del sito - il 13 settembre del 2004. Anche in questo caso nell'archivio cominciamo ad offrirvi quello che c'era, sperando che leggere o rileggere le Idee vi faccia venire delle idee da proporci. Settembre 2004
Prozac 1 e 2
Del Prozac molto si è detto e scritto, ma vale la pena ricordare che è prodotto dalla casa farmaceutica Eli Lilly di proprietà di George Bush e che a valutarne l’efficacia venne chiamato, nel 1982, David Dunner al tempo stesso membro della FDA (Food and Drugs Administration): controllore e controllato. (…) occorre segnalare il forte incremento delle depressioni infantili e adolescenziali, anche in Italia, e conseguentemente del numero di prescrizioni di antidepressivi (…) Nel nostro paese, la diffusione di antidepressivi è comunque inferiore rispetto a quella negli USA e in Olanda ma tuttavia si stima che circa 28 mila ragazzi abbiano assunto almeno una volta un antidepressivo. Senza contare l’allarme dell’Oms che ha affermato che nel 2020 la metà dei bambini del mondo avrà 'malattie mentali'. Ma siamo sicuri che l’allarme sulla diffusione della 'malattia' non abbia nulla a che fare con il business dei farmaci? (Anna Pizzo sul settimanale 'Carta')
Il Prozac fa parte di una schiera di farmaci etichettati come S.S.R.I. (inibitori selettivi risollevamento della serotonina), che cercano chimicamente di alleviare la depressione modificando i livelli cerebrali di un neurotrasmettitore importantissimo, quale la serotonina. Scrive l’Independent stamane che in Gran Bretagna si chiede al Governo di bandire l’uso dell’antidepressivo sui bambini dopo che le autorità statunitensi hanno ammonito sul rischio che il farmaco possa far aumentare il rischio di suicidio. Il Prozac – ricorda il quotidiano britannico – è l’unico antidepressivo che i medici possano prescrivere ai bambini, dopo la revisione delle norme lo scorso anno, ed è storicamente considerata – tra i farmaci antidepressivi – l’unico sicuro ed efficace sui minori. Tutti gli altri sono stati vietati. Ma le autorità sanitarie americane hanno già chiarito che non c’è nulla di specifico che distingua i farmaci SSRI, e che tutto sono ugualmente rischiosi per i bambini. Non è una voce, è l’opinione di Robert Temple, direttore del settore sulle politiche farmaceutiche e mediche della Food and Drug Administration (FDA).
Petrolio
…Una domanda nasce spontanea, ma nessuno si scomoda a rispondere: quanti barili vengono comprati ogni giorno a New York e Londra? Non ci è dato sapere, ma sembra che la quantità…sia di quattro volte superiore a quella effettivamente disponibile. Come è possibile tutto questo? Com’è possibile che si possano comprare quantitativi inesistenti di una merce? A questa ulteriore curiosità, però, una risposta c’è: i mercati a termine, o meglio gli stranoti – ormai – futures. Sia al Nymex di New York che al’Ipe di Londra si comprano infatti barili di greggio con la formula del contratto a termine: ci si accorda oggi per un quantitativo e una cifra corrispondente, ma la transazione eventuale avverrà dopo un certo periodo di tempo – solitamente stabilito nell’arco dei sei mesi successivi alla stipula. L’ 'eventuale' non è messo a caso. Lo standard dei futures permette la possibilità che la transazione non avvenga nella realtà, ma che sia liquidata con una di segno opposto a copertura della prima. L’andamento del mercato stabilirà poi chi, fra compratore e venditore, abbia scommesso meglio. La teoria insegna però che entrambi guadagnano – al di là di chi si prenda il maggiore – dal momento che, alla stipula, i contraenti avevano un comune vantaggio nella transazione. Il greggio scambiato sui mercati telematici è dunque di 'carta'. Ogni giorno, infatti, per 570 barili di Brent contrattati, solo uno viene effettivamente consegnato, con la conseguenza che l’effetto rialzo dovuto alla grande quantità di 'petrolio di carta' contrattato, si scarica su quello reale… (Federico Sallusti su 'Il Manifesto' del 21/8/2004) Mariletta Caiazza
Le conchiglie di Neruda
In Messico andai lungo le spiagge, mi immersi nelle acque trasparenti e tiepide, e raccolsi meravigliose conchiglie marine. Poi a Cuba, e in altri posti, per scambio o per acquisto, per regalo o per furto (non c’è un solo collezionista onesto), il mio tesoro marino crebbe fino a riempire stanze e stanze di casa mia. Ebbi le specie più rare dei mari della Cina e delle Filippine, del Giappone e del Baltico; conchiglie antartiche e mitili cubani… …quando superarono le quindicimila, cominciarono ad occupare tutti gli scaffali e a cadere dalle tavole e dalle sedie. I libri di conchigliologia, o malacologia, comunque si dica, riempirono la mia biblioteca. Un giorno presi il tutto, e in immensi scatoloni le portai all’Università del Cile, facendo così la mia prima donazione all’Alma Mater. Era ormai una collezione famosa. Come ogni buona istituzione sudamericana, la mia università le ricevette con elogi e discorsi e poi le seppellì in un sotterraneo. Non si sono più riviste.
(Pablo Neruda, 'Confesso che ho vissuto') MC
La statura di Fidel
D’un tratto si aprì la porta e Fidel Castro riempì il buco con la sua statura. - Salve, Pablo! – mi disse e mi sommerse in un abbraccio forte e prolungato. …..D’un tratto interruppe l’abbraccio bruscamente. Era come galvanizzato. Si girò su se stesso e si diresse verso un angolo della stanza. Senza che io me ne fossi reso conto era entrato silenziosamente un fotografo della stampa e da quell’angolo rivolgeva la sua macchina fotografica verso di noi. Fidel gli fu addosso con un balzo. Vidi che lo aveva afferrato per la gola e lo scuoteva. La macchina fotografica cadde a terra. Mi avvicinai a Fidel e lo presi per un braccio, spaventato alla vista del minuscolo fotografo che si dibatteva inutilmente. Ma Fidel gli dette una spinta fino alla porta e lo costrinse a scomparire. Quindi si rivolse verso di me sorridendo, raccolse la macchina da terra e la gettò sul letto… …Questo fu il mio primo incontro con Fidel Castro. Molto diverso fu il mio primo incontro con il Che Guevara. Avvenne all’Avana. Verso l’una di notte andai a trovarlo, invitato da lui nel suo ufficio del Ministero delle Finanze o dell’Economia, non ricordo esattamente….Il Che portava stivali, uniforme da campagna e pistola alla cintura. Il suo abbigliamento non era intonato all’ambiente bancario dell’ufficio. Il Che era bruno, lento nel parlare, con indubbio accento argentino. Era un uomo con cui conversare piano, nella pampa, fra mate e mate. Le sue frasi erano brevi e terminavano in un sorriso, come se lasciassero il commento per aria. Mi lusingò quando mi disse del mio libro Canto General. Era solito leggerlo ai suoi guerriglieri, sulla Sierra Maestra. Adesso, dopo tanti anni, rabbrividisco al pensiero che i miei versi lo accompagnarono anche alla morte. Da Regis Debray ho saputo che sulle montagne di Bolivia conservò fino all’ultimo momento nel suo zaino solo due libri: un testo di aritmetica e il mio Canto General. …Ci salutammo e non l’ho più rivisto…Ma io continuo a vedere nel Che Guevara quell’uomo meditativo che nelle sue eroiche battaglie destinò sempre, accanto alle sue armi, un posto per la poesia.
(Pablo Neruda, "Confesso che ho vissuto") MC
Rimanga Neruda, fuori De Gasperi
Da un posto all’altro, in queste peripezie da esiliato, giunsi in un paese che non conoscevo allora e che imparai ad amare intensamente: l’Italia. In quel paese tutto mi sembrava favoloso. Specialmente la semplicità italiana: l’olio, il pane e il vino della naturalezza. Perfino quella polizia…quella polizia che non mi ha mai maltrattato, ma che mi seguiva instancabile… Gli scrittori mi invitarono a leggere i miei versi…Leggevo con infinito piacere davanti a sale strabocchevoli di pubblico... Tutta quella persecuzione precipitò una mattina a Napoli. La polizia arrivò all’albergo, non tanto presto poiché a Napoli nessuno lavora di buon’ora, neppure la polizia…mi notificarono che dovevo lasciare il territorio italiano il giorno stesso. …Ormai nella stazione di Roma, dove dovevo scendere per cambiare treno e continuare il mio viaggio fino alla frontiera, intravidi dal mio finestrino una grande folla. Udii gridare…- Pablo! Pablo! …mi trovai immediatamente al centro di una prodigiosa battaglia. Scrittori e scrittrici, giornalisti, deputati, circa un migliaio di persone, mi strapparono in pochi secondi dalle mani della polizia…In quei momenti drammatici distinsi alcune facce famose. Alberto Moravia e sua moglie Elsa Morante…Il famoso pittore Renato Guttuso. Altri poeti. Altri pittori. Carlo Levi, il celebre autore di Cristo si è fermato a Eboli, mi allungava un ramo di rose…Nella mischia potei vedere la dolcissima Elsa Morante colpire col suo ombrellino di seta la testa di un poliziotto… La folla gridava: - Neruda rimane a Roma! Neruda non se ne va dall’Italia! Rimanga il poeta! Rimanga il cileno! Fuori l’austriaco! (L’ "austriaco" era De Gasperi, primo ministro italiano). A capo di mezz’ora di pugilato arrivò un ordine superiore grazie al quale mi era concesso il permesso di rimanere in Italia. (Pablo Neruda, "Confesso che ho vissuto") M.C.
Le metamorfosi del Presidente
…Gonzales Videla, giurò di far giustizia, e la sua attiva eloquenza gli procurò grandi simpatie…Con una travolgente maggioranza di voti il popolo lo elesse presidente. Ma i presidenti, nella nostra America criolla, subiscono spesso una metamorfosi straordinaria…a poco a poco, da demagogo si trasformò in magnate. La verità è che Gonzales Videla non entra nel quadro dei tipici dittatori sudamericani…del resto quelli furono caudillos che affrontarono le battaglie e i proiettili. Gonzales Videla, invece, fu un prodotto dell’alchimia politica di bassa lega, un frivolo impenitente, un debole che ostentava forza. Nella fauna della nostra America, i grandi dittatori sono stati dei sauri giganteschi, superstiti di un feudalesimo colossale in terre preistoriche. Il giuda cileno fu solo un apprendista tiranno e alla scala dei sauri sarebbe solo una lucertola velenosa. Ma fece abbastanza per rovinare il Cile… L’uomo fu un equilibrista, un acrobata da assemblea. Riuscì ad assumere una spettacolare posizione di sinistra. In questa "commedia delle menzogne" fu un campione matricolato. Questo nessuno lo discute. In un paese in cui, in genere, i politici sono, o sembrano essere, troppo seri, alla gente piacque l'arrivo della frivolezza, ma quando questo ballerino di conga straripò, era ormai troppo tardi: le carceri erano piene e furono persino aperti campi di concentramento… Il presidente della repubblica, eletto con i nostri voti, si trasformò, sotto la protezione nordamericana, in un piccolo vampiro vile e sanguinario. (Pablo Neruda, "Confesso che ho vissuto") M.C.
Neruda, i giorni di Capri
A casa mia a Capri arrivava da Napoli il focoso, eloquente ed energico Mario Alicata con Sarah, sua moglie. Alicata aveva sentito una volta del mio entusiasmo per la cipolla, che condivideva. Quanto più conversavo sulle sue differenti preparazioni, sapori ed odori, tanto più si inarcavano le protuberanti sopracciglia di Mario Alicata, fino a quando, senza contenersi, mi interruppe con una cascata di eloquenza. - Come osi tu, nuovo all’uso e al culto della cipolla, darmi lezioni su questo pilastro della cucina mediterranea? Noi, fenici, etruschi, levantini, romani, abbiamo elaborato mille preparati con la cipolla prima che voi foste scoperti e molti secoli prima che capiste cosa è una cipolla. Ho risposto con non meno fervore: - Non si tratta sempre di invenzione. Il Nuovo Mondo ha dato grandezza, pluralità e vigore alla cipolla. L’ha resa più potente e grande, le ha consegnato regni inesplorati. La cipolla, riconoscente, è diventata più succosa, più trasparente e più essenziale che in altre parti. Noi, americani, non possiamo vivere senza di lei, né lei senza di noi. L’ho sfidato a dirimere una così importante controversia, accompagnati da giudici inesorabili, presentando ciascuno il suo menù di cipolla, a casa mia e a casa sua. Arrivò puntuale con i giudici. Io e Matilde avevamo preparato cipolle marinate nel vino rosso, insalata all’erba cipollina, panzarotti fritti pieni di cipolla, e carpaccio di gamberoni capresi carichi di cipolla rossa. Prima di terminare la cipollata, Mario, con gli occhi fuori dalle orbite e le mani in alto, proruppe: “Basta, basta! Non è necessaria la mia cena. Ti dichiaro vincitore. E’ umiliante riconoscerlo, ma voi sapete più dei fenici. E potete insegnare ai romani a mangiare le cipolle”. Ma, in realtà, la vincitrice fu Matilde. La battaglia della cipolla è costata le sue belle lacrime. Da lì, da Capri, sono usciti anche I versi del Capitano, libro segreto che Paolo Ricci, pittore napoletano, amico sincero e giudice della cipolla, pubblicò in una bellissima edizione di 50 copie. Il primo a sottoscrivere fu il grande Togliatti. Il libro fu di padre ignoto per molti anni. Si è difeso da sé fino a diventare uomo. Lo riconobbi quando già aveva molte edizioni. Era maturo per uscire dall’oscurità e rinascere. Quei giorni a Capri furono fecondi, amorevoli e profumati dalla dolce cipolla mediterranea. Pablo Neruda Ercilla, num.1.760, 12.3.1969 (da Reflexiones desde Isla Negra, 1968-1970, in Obras Completas T.V. a cura di H. Loyola, Barcelona 2002) (Ndr. questo scritto, inedito in Italia, fa parte del materiale illustrativo della mostra “Pablo Neruda – Passi in Italia” organizzata a Roma in occasione del centenario della nascita del poeta presso l’Istituto Italo-Latino Americano dal 14 settembre al 16 ottobre 2004. La traduzione è di Francesca Praticò) M.C.
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Posted by admin · Jan 2006 -
Categoria: Archivio
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