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Bucchi, La Repubblica, 22 giugno 2010 |
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A proposito di evoluzione |
La sinistra, il movimento operaio, erano un tempo fervidi assertori del valore della scienza. Marx pensò di dedicare Il Capitale a Darwin (fu questi che non accettò). Engels negli ultimi vent’anni della sua vita si dedicò con fervore allo studio delle scienze naturali, dalla fisica alla biologia… In questo slancio del movimento operaio verso la scienza, si riflettevano, naturalmente, anche alcuni limiti della cultura positivistica del tempo. Il mito del “progresso” inarrestabile e sicuro. Un evoluzionismo ingenuo, esteso precipitosamente a tutti i campi della realtà… …se Marx oggi rinascesse e pensasse di dedicare il suo nuovo Capitale a un grande scienziato (poniamo Einstein), una parte almeno dell’estrema sinistra lo sconfesserebbe. Lo accuserebbe di parteggiare per la “neutralità” della scienza. Ho tra le mani un libro fresco di stampa, L’ape e l’architetto. Paradigmi scientifici e materialismo storico, uscito in questi giorni da Feltrinelli. E’ una raccolta di articoli e saggi di professori universitari di fisica, di estrema sinistra…La tesi, se interpreto bene, è che la fisica teorica, la scienza in genere, è ideologia, scienza di classe… E’ evidente che, su una serie di questioni, non si può non essere d’accordo con gli autori. Certo, la ricerca scientifica (ma non da oggi soltanto) ha assunto proporzioni tali che in essa interferiscono spesso elementi ideologici e politici…. (Tuttavia, ndr:) La scienza non solo non è né proletaria né borghese, ma non è neppure nazionale. E’ conoscenza oggettiva. Ecco ciò che la distingue non solo dalle prediche del vescovo ma anche dalle relazioni dei segretari di partito.
(Lucio Colletti su L’Espresso del 25/4/1976)
 * * * * * * * …la scienza è conoscenza oggettiva e basta. Peccato che ti sfugga il piccolo particolare che questo non è in discussione. In discussione, semmai, è cosa significhi questa affermazione che, così formulata, è solo vuota tautologia. In discussione è che altro concorra a definire la scienza, come essa si sviluppa e quale sia il suo rapporto con l’ideologia…
(risposta degli autori di “L’ape e l’architetto” a Lucio Colletti su L’Espresso del 2/5/1976)
* * * * * * * Usa, chi ha paura di Charles Darwin? …agli sponsor, ancor prima di vederla, non è piaciuta per niente la mostra “Darwin”, la più vasta mai organizzata sulla vita e l’opera dello scienziato, che si è aperta sabato all’American Museum of Natural History (Amnh) di New York. E così non un’azienda statunitense si è fatta avanti per finanziare almeno in parte i tre milioni di dollari che l’esposizione è costata. Per paura che ciò fosse interpretato come una scelta di campo a favore dell’evoluzionismo nel feroce dibattito che, di questi tempi, lo oppone al creazionismo… Quindi, invece di finanziare una mostra di “minoranza”, era meglio mettere i propri soldi – e il proprio marchio – accanto alle tesi vincenti. Ed è così che il Museo Creazionista di Cincinnati, in Ohio, ha raggranellato di recente ben 7 milioni di dollari di donazioni aziendali…
(Riccardo Staglianò su La Repubblica del 21/11/2005)
* * * * * * * Secondo uno spaventoso sondaggio (ripreso anche da Repubblica), il 42 per cento degli americani è convinto che “tutti gli esseri viventi siano sempre esistiti nella forma attuale”…Significa che nel ventunesimo secolo, per milioni di persone (quasi una maggioranza relativa), nel paese economicamente e tecnologicamente più progredito del mondo, la scienza, la realtà e la ragione valgono zero. Sostenere che la vita sul nostro pianeta sia “sempre esistita nella forma attuale” equivale, pari pari, a credere che la Terra sia piatta. E non è neppure creazionismo: il creazionismo sostiene che la vita è stata creata, che è il disegno di un grande disegnatore; ma si guarda bene dal negare la nozione, oramai straconfermata, che le diverse specie siano il frutto di una incessante evoluzione. L’uomo, insomma, non è nato con le scarpe da footing e il barbecue… Ora: se quasi la metà dell’umanità ti dice che no, non è così…come ti puoi difendere? Come puoi difendere la realtà dall’allucinazione, specie se l’allucinazione si prende la briga di legiferare e di dettare i futuri programmi scolastici?
(Michele Serra su La Repubblica del 30/9/2005)
* * * * * * * Charles Darwin è il protagonista dell’anno, secondo la rivista americana Science. E’ passato quasi un secolo e mezzo dalla pubblicazione del suo “L’origine della specie” e la teoria della selezione naturale, contrapposta al disegno intelligente di ispirazione religiosa, sta spaccando ancora oggi la società statunitense. Da oltreoceano la polemica è approdata anche in Italia, con un decreto del ministero dell’istruzione che nell’aprile 2004 ha cancellato l’insegnamento dell’evoluzionismo alle elementari e alle medie e che ancora non è stato ufficialmente revocato…
(Elena Dusi su La Repubblica del 31/12/2005)
* * * * * * * Leader non si nasce, si diventa. E diventare leader comporta sostanziali modifiche alla struttura del cervello. Questi i risultati di un curioso studio condotto su cavie da laboratorio di due ricercatrici dell’università statunitense di Princeton… …oltre quaranta topi sono stati divisi in gruppi, e messi in condizione di formare autonomamente strutture e gerarchie sociali. In pochi giorni da ogni gruppo è emerso un maschio in grado di attrarre le femmine e di soggiogare gli altri delegandoli al ruolo di subalterni. Tutti i leader, dopo qualche settimana, hanno fatto riscontrare un aumento di circa il 30% di neuroni nell’ippocampo, la zona del cervello che coordina l’apprendimento e la memoria. E si tratterebbe di neuroni piuttosto longevi, che secondo gli scienziati rappresenterebbero la tendenza da parte dei maschi dominanti a voler consolidare nel tempo la propria posizione di potere…
(sul Corriere della Sera dell’11/8/2004)
* * * * * * * * Riteniamo che la parola “evoluzione” sia equivalente a “storia”. Siamo convinti che la storia, e quindi l’evoluzione, siano la chiave per capire il presente. L’evoluzione è anche meglio della storia, essendo una teoria ben collaudata in un numero di discipline sempre crescente.
(Luigi Luca Cavalli Sforza, Professore emerito di Genetica, Stanford University, da una pubblicazione dell’Università Federico II di Napoli, 2005)
MC
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Posted by admin · Jan 2006 -
Categoria: Idee
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